21 marzo

Via Litoranea, butterata e triste come le sue puttane, è bellissima. Fugge alle ruote lenta e sconnessa. Lo cela per un lungo tratto ma la sua promessa è il mare. È un patto di sterpaglie, dune e culi negri. Di una panda antica come il mondo abbandonata al margine, nel fosso dove si indovina il sentiero e l’ipnosi della risacca. Il vento suona i suoi strumenti a fiato di flauti e ocarine. La spuma si sposta parallela, si increspa poi per me. Bava di lumaca alla foglia, si infrange e si attacca. Pigra scompare. Mi spavento a pensare che qui tutto è vita. Anche la conchiglia col buco a cui è stato succhiato via il mollusco.

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