Pierpaolo, ti penso ancora

Nasceva oggi, il 5 marzo del 1922, Pierpaolo Pasolini.

Un uomo che ha attraversato tutte le arti con la sua sensibilità, ma anche un attento osservatore della realtà, un incredibile scrittore e giornalista.

Prima di scoprire tutto il resto, per me è stato un poeta. E voglio celebrarlo con la prima poesia che, adolescente, mi ha commossa alle lacrime.

Supplica a mia madre

Pier Paolo Pasolini

E’ difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile.

Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame

d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,

l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

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