Archivio mensile:novembre 2017

In verno

Toccare
con la punta delle dita
il tramonto
a cui do alloggio
in grembo.

Mischiarlo
con l’acqua torbida delle profondità.

Ristagna
tra lo sterno e i fluidi lì, più in basso.

Raschiare il petrolio vischioso
grattarlo via
con le unghie
portarlo fuori
rovesciarlo sul tavolo
vicino alla cesta con le arance
e guardarlo bene.
Lo posso guardare,
esiste.

Inverno
sei tu questa
tenebra
semiliquida
scivolosa
che
se si secca
si appiccica.

Volevo osservarti
da vicino.

Sei così fuori di me
che ti sento dentro
più di prima.

Come un invertebrato
senza vita
ti ho abortito.

Inizia a nevicare
qui
in cucina.

Con le dita ancora sporche
catturo un fiocco;
nelle simmetrie dei cristalli
striscia un fiume
limpido
che sto contaminando.