Come sopraffatta

Ho avuto paura

a volte

della bellezza

come sopraffatta.

Ho creduto fosse

vana

da quell’altezza distante 

da quella grazia lontana.

L’ho cercata 

ovunque 

nella curva 

d’una spalla

nel candore 

d’una mano.

L’ho disprezzata

con forza

come altro da me

individuo straniero 

ala spezzata.

Mi confesso

conosco quella solitudine 

adesso 

Dove conoscere è  amare

comprendere incontrare.

Quella luce nel pozzo profondo

l’incanto 

senza spigoli

liscio e tondo.

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