Archivio mensile:gennaio 2015

Un’impronta profonda

Ho cambiato le lenzuola
E tutto intorno s’è sparso quel profumo di pulito
Che spazza via l’aria vecchia
E fa entrare l’aria nuova
E anche la stanza mi sembra diversa
Non un’altra stanza
Più come se tornassi dopo anni.
E tutto è familiare
Ma rinnovato
Che non sai mai se sei cambiato tu
O anche gli ambienti e gli oggetti cambiano
Pure se sono sempre gli stessi
Proprio come te che sei sempre lo stesso
Ma sempre nuovo
Sempre diverso.
E le lenzuola pulite hanno cambiato tutto:
L’aria, l’armadio, il colore delle pareti.
Tranne una cosa
Tranne che c’è un’impronta
dove dormivi tu
Profonda
Blu.

Desideri difficilmente realizzabili per il nuovo anno

Vorrei tanto essere bionda naturale
E non avere le ginocchia ciccione
E le caviglie grassocce
E vorrei essere più coraggiosa
E sapermi esprimere meglio
E smetterla di guardare tutto
E soffrire per tutto
E ridere per tutto
E sembrare spesso sciocca
E ancor più spesso troppo profonda
E dovrei smetterla di ascoltare conversazioni che non dovrei ascoltare
E dovrei decisamente parlare di meno
Ma anche parlare di più, a volte

Vorrei usare meno cartine e perdermi un po’ di più
Andare dritta per la mia strada senza fermarmi ad ascoltare le storie degli altri, che mi confondono e i loro obiettivi diventano i miei e non ci capisco più niente
Mi piacerebbe piangere meno per tutto quello che c’è intorno e più per quello che c’è dentro
E giudicare meno, che poi quando tocca a noi qualcuno che tace e abbraccia è sempre gradito

Vorrei strappare la profonda inadeguatezza che mi sta addosso come una patina invisibile e sottile, appiccicosa, sempre lì a ricordarmi che sono piccola e delicata e che un senso non c’è, cosa credo di trovare? Che ci affanniamo per niente e i respiri da corti dovrebbero farsi profondi, che non si sa mai qual’è l’ultimo.

Caro 2015, insegnami a rispettare profondamente i miei sentimenti e quelli delle persone che amo. Lascia che io mi perda senza avere paura, con quella spensieratezza che solo la gioventù sa regalare, quel limitar di gioventù che ho sorpassato sì ma che voglio stringere ancora un po’ tra queste mani piccoline godendomi il calore e il piacere della sabbia che scivola via, che si unisce agli altri granelli fino a che non riconosci più quello che era tuo, che si è mischiato amabilmente con tutto il resto.

Peace.