437 giorni di psicoanalisi, Giorno 1 – Perché sono qui

È molto che tergiverso. Anni.

Questo primo incontro nella mia testa ha avuto luogo tante e tante volte. Lei ha avuto un volto che non è il suo, io ho avuto parole che mai avrei usato. Le ho raccontato storie inventate, storie vere e crimini solo immaginati. Lei mi ha consolato a volte, altre mi ha fatto sentire incompreso, alieno.

Ma non è mai andata così. Non è mai stato come oggi, adesso, qui. Il respiro mica lo sentivo così affannato. Non lo sentivo. Non respiravo nella mia immaginazione. L’aria non è mai stata un problema, nella mia immaginazione. Invece adesso, qui, non riesco a parlare bene perché non riesco a prendere aria.

E non so bene cosa dire. Lei non mi fa domande e le mani sudano e le dita si intrecciano. Cerco di ricordare le cose che le raccontavo quando ero altrove. Le raccontavo che tutto a volte fa male. Che alcuni giorni il letto è la sola alternativa alla vita. Che le cose di cui mi pento superano di gran lunga quelle di cui vado fiero.

Ma adesso che mi guarda, zitto, il suo sguardo mi trapassa e le sue mani appoggiate sulle ginocchia sono una condanna senza appello, ecco, io non le trovo più quelle parole. Forse sarebbe meglio interrompere qui. Sì, meglio tornare un’altra volta. La prossima settimana. Sì, giovedì alle diciotto. Arrivederci. No, non c’è bisogno che mi accompagni. A giovedì.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...