Archivio mensile:gennaio 2014

E’ tornata Saffo

Due carmi di Saffo (la poetessa eolica) sono stati ritrovati su un papiro proveniente da una collezione privata. E’ già online la traduzione provvisoria di Franco Ferrari, che potete trovare a questo link:  http://www.grecoantico.it/home/filologia-classica/se-larico-diventasse-finalmente-uomo/

La studentessa di liceo classico sepolta in me si risveglia e sussulta. Un brivido c’è stato, lo ammetto.

A proposito di nuvole e insetti: iperattività cerebrale

Marzo 2008, Auditorium Parco della Musica, Roma. Lectio magistralis del fisico e matematico Freeman Dyson:

“Alcuni matematici sono uccelli, altri rane. Gli uccelli volano alti nel cielo e di lì contemplano gli ampi panorami della matematica fino al lontano orizzonte. Si dilettano di concetti che unificano il pensiero e mettono insieme problemi che provengono da parti diverse del paesaggio. Le rane invece vivono negli stagni e vedono solo le piante che hanno intorno. Hanno il piacere del dettaglio e risolvono i problemi esaminandone uno alla volta. La matematica ha bisogno di entrambi: uccelli e rane. È una disciplina vasta e meravigliosa proprio perché comprende gli ampi orizzonti contemplati dagli uccelli e i complessi dettagli indagati dalle rane. La matematica è al tempo stesso grande arte e somma scienza perché combina concetti generali e strutture profonde. È stupido sostenere che gli uccelli sono migliori delle rane perché guardano lontano o che le rane sono migliori degli uccelli perché il loro sguardo scruta le cose in profondità. Il mondo della matematica è al contempo vasto e profondo, e per esplorarlo c’è bisogno della collaborazione tra uccelli e rane.”

Io, che non sono né fisica né matematica, trovo che questa metafora possa essere applicata a molte discipline e ad innumerevoli aspetti del nostro – spesso – cieco peregrinare. Anzi, che ogni uomo possa essere rana o uccello, insetto o nuvola. Anche a volte insetto e a volte nuvola. Esistono parecchie variabili ed è assai probabile che abbiate avuto, in diversi momenti della vostra vita, visioni dettagliate o visioni generali, anche dello stesso identico problema. 

Io non so perché a marzo del 2008 sono andata al Festival della Matematica pur avendo seri problemi ad effettuare una divisione in colonna, carta e penna alla mano. Ma so che a volte quando ti trovi per caso in un contesto nuovo, potresti correre il rischio di sentirti inaspettatamente a casa. L’iperattività cerebrale rende curiosi, la curiosità spinge a vivere situazioni surreali. Come quella volta che ho scoperto che la penso come un matematico del ’23.

 

A proposito di insetti

Premessa. Gli insetti siamo noi. O meglio, tutto quello che è vicino, molto vicino, al suolo terreno per effetto di gravità  (s. f. [dal lat. gravĭtas -atis, der. di gravis «grave»]. – 1. In fisica, tendenza dei corpi materiali a cadere verticalmente al suolo, etc.)

Noi insetti, legati alla terra a causa della forza di attrazione, abbiamo a che fare nella quotidianità con le problematiche varie e molteplici legate alla corruzione e al deterioramento della materia. Nella fattispecie la materia di cui siamo composti è sottoposta al deterioramento sì del tempo ma anche al deterioramento dell’anzitempo. Dicesi deterioramento dell’anzitempo la malattia.  E in un sospiro rassegnato eccoci all’attualità. Nulla potrà mai uno psicologo – sì parlo anche io di Vannoni, sì proprio quello del Metodo Stamina – per i malesseri (quelli seri, quelli sui quali non si scherza, quelli delle malattie genetiche degenerative) del corpo, molto per quelli della mente, che a volte si ripercuotono anche sul corpo, è vero, ma questa è tutta un’altra storia e non andremo fuori tema.

Non parlerò della ricerca scientifica, quella vera, quella che negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante e ha salvato davvero vite, non per scherzo, non per soldi.

Per approfondimenti: http://www.internazionale.it/news/italia/2014/01/14/la-storia-del-metodo-stamina/